Couture BasculeChiama il laboratorio al numero 02 347 72 79
Illustrazione di forbici da sarto segnate dall’uso, un ditale e rocchetti di filo appoggiati sul lino.

Farah · La mia storia

Il cucito, un’eredità.

Mi chiamo Farah. Ho imparato a cucire da mia madre e ne ho fatto il mio mestiere: oggi ho 40 anni di esperienza nel cucito. Ecco come questo sapere è arrivato fino al mio laboratorio della Bascule, a Uccle.

Leggi la mia storia

Un mestiere imparato da mia madre

Mia madre era sarta in Iran, dove sono nata. È da lei che ho imparato il mestiere. Mi ha trasmesso i gesti e, insieme, un’esigenza: la precisione e la cura che si devono a un capo affidato alle proprie mani.

Un sapere appreso così non sta tutto in un quaderno. Passa dalle mani, si ripete, si affina da un capo all’altro. È così che il cucito è diventato il mio mestiere e non mi ha più lasciata.

Grandi forbici da sarto sul lino, rocchetti di filo bordeaux e greggio, ago e ditale su un tavolo di legno.
Forbici, filo, ago e ditale: gli strumenti di un mestiere che si tramanda. Illustrazione

Il rigore di una casa di moda

In Belgio ho lavorato in una casa di moda, dove il mio lavoro era apprezzato per la precisione. Lavorare per una maison significa mettersi al servizio di un taglio e di una clientela che non sono i propri, e restituire ogni capo come deve essere indossato.

Amavo questo mestiere. Conservavo però un desiderio: avere un giorno il mio laboratorio, un luogo dove accogliere direttamente le persone e i loro capi.

Un laboratorio alla Bascule

Volevo un luogo dove accogliere le persone, ascoltare ciò di cui hanno bisogno e aiutarle con quello che so fare. Quando si è presentata l’occasione, mi sono lanciata.

Oggi quel luogo è Couture Bascule, in rue Vanderkindere, nel quartiere commerciale della Bascule, a Uccle. Il laboratorio serve la sua clientela dal 2001. Si viene per un orlo, una giacca da riprendere, un cappotto da trasformare, tende da realizzare o un prototipo da assemblare.

Due mani, con un ditale a un dito, cuciono a mano l’orlo imbastito di un pantalone in lana grigia.
Osservare il capo, poi riprendere l’orlo a mano. Illustrazione

Un modo di lavorare

Il mio metodo è semplice. Prima di intervenire su un capo, lo osservo: il materiale, la costruzione, il tessuto lasciato nelle cuciture, il modo in cui è stato indossato. Poi ascolto lei, perché una buona modifica risponde tanto alle sue abitudini quanto al capo stesso.

Solo dopo concordiamo l’intervento, il prezzo e il tempo necessario. Ciò che mia madre mi ha trasmesso è tutto in questa attenzione: al capo e alla persona che lo indossa.

FarahCouture Bascule, Uccle

Venga con un’idea, o semplicemente con un capo.

Può arrivare con un progetto preciso o con un capo che non le sta più come vorrebbe, senza sapere cosa farne. Vedremo insieme le possibilità che offre.

Prima di entrare

Come nasce una richiesta

  1. Porti il pezzo.

    Solo vedendolo posso capire il materiale, il taglio e le finiture, e quindi le possibilità che offre. Per un orlo, venga con le scarpe che indosserà: la lunghezza si decide con quelle.

  2. Mi racconti cosa desidera.

    Cosa la disturba, cosa vorrebbe cambiare, come indossa il capo. Una foto o un modello di riferimento aiuta a definire una trasformazione.

  3. Parliamo delle esigenze pratiche.

    Una data, una cerimonia, una partenza: lo segnali fin dal primo contatto. Il lavoro possibile, il prezzo e i tempi si concordano insieme, dopo aver esaminato il capo.